Tomás Saraceno: un artista-scienziato e il suo impegno per un presente ecosostenibile

“Focalizzandoci meno sull’individualità e più sulla reciprocità, possiamo andare oltre la considerazione dei mezzi necessari per controllare l’ambiente e ipotizzare uno sviluppo condiviso del nostro quotidiano.”
Tomás Saraceno 

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Tomás Saraceno nel suo studio, 2018. Fonte.

Tomás Saraceno, classe 1973, è un artista che nelle sue opere riesce ad unire scienza, arte e architettura per dare vita ad installazioni che urlano allo spettatore di aprire gli occhi sull’importanza della presenza fisica all’interno del pianeta Terra. Egli non solo mira a far riflettere lo spettatore, ma anche e soprattutto al coinvolgimento fisico ed emotivo dello stesso con il fine di mettere in luce l’attuale problema dei cambiamenti climatici, del quale noi, che ammiriamo le sue opere, siamo i primi responsabili.
Saraceno, nasce in Argentina ma cresce in Italia, dove nel 2003, dopo aver studiato alla Städelschule di Francoforte, tornerà per affrontare gli studi di architettura allo IUAV di Venezia; questi rappresenteranno un importante trampolino di lancio che gli permetterà di partecipare ad emblematici eventi di arte contemporanea come le Biennali di Venezia e di San Paolo

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“Cloud Cities”, Hamburger Bahnhof, Berlino, 2011. Fonte.

Le sue prime opere sono caratterizzate dalla costruzione di universi sospesi, “città invisibili” come le definirebbe Calvino, che si sviluppano al di sopra dello spazio in cui quotidianamente viviamo. L’artista invita quindi lo spettatore a prendere parte attivamente a questi mondi visionari.
Ne è un esempio Cloud Cities, l’installazione situata presso la Hamburger Bahnhof di Berlino, che ha permesso a centinaia di visitatori di immergersi all’interno di bolle di sapone sospese e prendere parte a una città che sembra costituita da intrecci di nuvole. Saraceno immagina nuovi modi, spesso interattivi, per abitare gli spazi, mettendo in luce il ruolo fondamentale della specie umana all’interno del complesso ecosistema in cui viviamo, con la volontà di trasformare ciò che è considerato utopistico in una realtà concretamente possibile.

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“On Space Time Foam”, Pirelli Hangar Bicocca, Milano, 2013. Fonte.

Il medesimo messaggio è trasmesso da On Space Time Foam, una struttura elastica costituita da cinque membrane trasparenti che si sviluppa a 20 metri d’altezza nelle pareti dell’Hangar Bicocca di Milano e che è stata realizzata grazie all’unione delle innovative idee di Saraceno e delle competenze di un team di ingegneri. Ancora una volta al centro dell’installazione vi sono i visitatori che, interagendo con essa, la rendono viva. Il loro passaggio modifica la membrana, la contrae, e lo spettatore tenta di muoversi in relazione ai mutamenti degli altri ospiti. Questo mondo sospeso evidenza quanto sia impossibile pensare la nostra presenza fisica in maniera autonoma ed eliminare egoisticamente ogni forma di responsabilità nei confronti dell’altro e dell’ambiente circostante.

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Sculture Aerosolari realizzate dalla comunità “Areocene” in volo in Argentina, 2017. Fonte.

Le opere di Tomás Saraceno mettono in luce quanto noi tutti siamo parte integrante della natura e quanto sia pericoloso il nostro ruolo all’interno della cosiddetta “Antropocene”, l’era in cui viviamo; questa è caratterizzata dall’impatto negativo che la specie umana sta avendo sul pianeta Terra a causa dell’utilizzo incosciente delle risorse naturali. Per l’artista argentino nuovi modelli di pensiero e comportamento etici ed ecosostenibili possono e devono esistere.
Questo punto di vista si concretizza nel progetto dal titolo Aerocene, presentato da Saraceno in occasione della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici tenutasi a Parigi. L’iniziativa promossa dall’artista prevede la presenza di una comunità crescente impegnata nella ricerca di nuovi metodi per sfruttare l’energia prodotta dalla Terra senza l’utilizzo di combustibili fossili. Ne sono un esempio le sculture aero-solari ideate dalla comunità che, grazie solamente al calore del sole e alle radiazioni infrarosse della Terra, sono in grado di sollevarsi in cielo.

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Manifesto del progetto “Aerocene”. Fonte.

Al giorno d’oggi la comunità Aerocene raccoglie sempre più persone e continua il suo lavoro in collaborazione con la NASA e con Tomás Saraceno, promuovendo una visione del mondo che non pone più l’uomo al centro, ma evidenzia la sua presenza e responsabilità all’interno di un universo ben più complesso. 
L’inquinamento ambientale e l’utilizzo di combustibili fossili sono quotidianamente il fulcro di dibattiti internazionali e Tomás Saraceno riesce attraverso un mezzo potentissimo, l’arte, a trasmettere a chiunque osservi le sue installazioni un senso di dovere nei confronti della Terra. L’obiettivo di Saraceno è proprio questo: stimolare le generazioni presenti e future a sviluppare una sensibilità ecologica che il nostro Paese ancora non ha maturato.

  • Elisa Bettini

Fonti

Archivio Palazzo Strozzi.

Tomás Saraceno nel suo studio, 2018.

Cloud Cities”, Hamburger Bahnhof, Berlino, 2011.

“On Space Time Foam”, Pirelli Hangar Bicocca, Milano, 2013.

Sculture Aerosolari realizzate dalla comunità “Areocene” in volo in Argentina, 2017.

Manifesto del progetto “Aerocene”.

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