Bill Viola e l’illuminazione spirituale attraverso il videogioco. Dalla video arte all’Art-game

Dalla sua sperimentale e quasi scherzosa nascita tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, il videogioco si è guadagnato ad oggi il suo posto nell’universo della cultura. Identificato da molti come mero intrattenimento e da altri come un vero e proprio genere nel panorama artistico contemporaneo, il videogioco ad oggi ha raggiunto possibilità espressive e tematiche che possono (e talvolta arrivano a) raggiungere risultati imprevedibili. È il caso di Bill Viola, video artista italo-americano, che con The Night Journey ha portato nei musei e nelle console di gioco un’incredibile opera videoludica.

Bill Viola, The Night Journey – Title Page, 2007-2018, Screenshot

«Penso che la connessione […] abbia a che fare con la conoscenza o la coscienza o il riconoscimento che ci sia qualcosa sopra, oltre, sotto e di fianco ciò che è di fronte ai nostri occhi, ciò su cui la nostra vita di tutti i giorni si concentra. C’è un’altra dimensione che tu sai essere là, che può essere una fonte di vera conoscenza, e la missione di connettermi con essa e identificarla e il motore del mio coltivare esperienze e del fare il mio lavoro.» [R. R. Bernier, The Unspeakable Art of Bill Viola, 2014]

Queste parole, pronunciate da Bill Viola durante un’intervista con Lewis Hyde nel 1997, riassumono ciò che è sempre stato il centro della sua ricerca artistica, ovvero quella connessione che lega l’uomo alla natura e al mondo, in una serie di relazioni tra reale e onirico, visibile e invisibile, vita e morte. Tutto questo si esplica in un linguaggio che fonde insieme spunti e riflessioni tratti dal Corano, da San Giovanni della Croce, da Plotino, integrando influenze dal sanscrito, dall’ebraismo, dal sufismo e dal misticismo. Prende forma così un corpus testuale e visivo in continua evoluzione nelle opere video dell’artista, da Chott-el-Djerid (1979) passando per The Greeting (1995) e The Quintet Series (2000) fino a The Night Journey, videogioco ideato da Bill Viola e prodotto in collaborazione con lo USC Game Innovation Lab dal 2007 al 2018. L’idea di creare un’opera di art-game era già tra i progetti dell’artista nel 1998, a seguito dell’intuizione che già in quegli anni computer e videogiochi facessero parte di uno spostamento storico del linguaggio e che con un lavoro simile non solo sarebbe stato possibile indagare l’uomo e le sue relazioni con il mondo, ma anche il rapporto tra l’osservatore e l’opera stessa. Così The Night Journey nasce con tre obiettivi principali: un viaggio verso l’illuminazione attraverso le “meccaniche dell’esperienza”; la creazione di un mondo virtuale esplorabile al cui interno fossero integrati i lavori precedenti dell’artista; un’opera apprezzabile dagli amatori da museo e dai videogiocatori.

Bill Viola, The Night Journey, 2007-2018, Screenshot, Credits thenightjounrey.com

The Night Journey si presenta come un videogioco in prima persona in ambiente tridimensionale. La mappa è costruita sul concetto dei sei gradi di libertà ed è divisa in quattro aree: deserto, montagna, mare e foresta. All’avvio del gioco il punto di re-spawn è al centro del mondo, sul quale il giocatore giunge discendendo dall’alto, con la possibilità di osservare i confini della mappa fino all’atterraggio. L’interfaccia è priva di qualsiasi elemento grafico, nessuna mappa né indicatore: gli unici punti di riferimento per l’esplorazione dell’ambiente virtuale sono il grande albero a fianco al punto di re-spawn, la luna e le montagne. Le meccaniche dell’esperienza sono di tipo action/reward e la ricompensa in questo caso è l’incremento della velocità di movimento, molto lenta all’inizio della partita. Le azioni eseguibili, in totale tre, sono muoversi, guardare e riflettere. Il giocatore si trova così a dover esplorare la mappa istintivamente, cercando di raggiungere una delle mete prima che il sole tramonti, riflettendo lungo la via. Riflettere, oltre a mostrare video e segmenti delle precedenti opere, consente di rallentare il calare del sole e di accedere ai St. John’s hut, con la possibilità di osservarli in diverse fasi del loro ciclo vitale. Raggiungere questi ultimi conferisce al giocatore velocità e leggerezza, ricompense simboliche per il viaggio verso l’illuminazione che il gioco propone.

Bill Viola, The Night Journey, 2007-2018, Screenshot, Credits thenightjounrey.com

Il comparto grafico è in ultimo la caratteristica più particolare dell’opera. Ispirata ai video realizzati da Bill Viola con la “tube” camera, che crea effetti di bruciatura e sfocatura se esposta ad alta luminosità, la grafica è realizzata attraverso la sovrapposizione di tecniche di interlacing e additive blending, che creano insieme un’immagine distorta e confusa, sulla quale si sovrappongono poi i video esplorabili. A questo si accompagna l’intero apparato testuale a cui Viola ha sempre fatto riferimento in tutte le sue opere, nella fusione delle più disparate suggestioni come il Rig-veda, il buddismo di Ryokan, l’induismo di Shankara e l’islam di Rumi, a cui si aggiungono tutte le ispirazioni dei lavori precedenti.

Portando l’opera dal museo al contesto privato, The Night Journey è disponibile per PS4 (non nello store italiano) e per computer, ed è giocabile sia su Windows che su MacOs.

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