Femminismo a fumetti

Post Pink. Antologia di fumetto femminista, Elisabetta Sedda, Feltrinelli Editore, 2019

In questi ultimi anni c’è stato un proliferare di storie illustrate legate alle vite delle donne e a delle riflessioni sul tema del femminismo: se da una parte questo può essere visto come una moda, che sfrutta alcune tematiche per entrare nel trend; dall’altra è un circolo virtuoso apprezzabile, in quanto permette di avere un nuovo modo per approcciarsi al femminismo attraverso l’arte, l’ironia, rendendolo più appetibile anche per una fascia di lettori più giovani.
Nel recente Bastava chiedere. 10 storie di femminismo quotidiano l’autrice Emma illustra come spesso ancora adesso sono le donne a prendersi cura di tutta la gestione della casa e di come questa situazione dipenda da una cultura e da una società maschilista tuttora imperante. Post Pink. Antologia di fumetto femminista, curato da Elisabetta Sedda, raccoglie nove tipologie di donne disegnate da diverse fumettiste che cercano di creare storie allo stesso tempo intime ma che rispecchino tutte le donne: si parla di transessualità, di orgasmo femminile e di violenza in modo semplice ma mai banale, permettendo riflessioni profonde. Silvia Ziche, autrice e fumettista conosciuta soprattutto per le sue storie su Topolino e per il personaggio di Lucrezia, ha prodotto due interessantissimi volumi: E noi, dove eravamo? e L’allegra vita della quota rosa. Caratterizzati dall’ironia che contraddistingue Ziche, il primo si focalizza su una domanda che ogni donna si fa almeno una volta nella vita: ma perché rileggendo la storia sembra che non ci siano mai state donne, presenti solo come rarissime eccezioni? Lucrezia, protagonista di entrambi i volumi, si lamenta della sua condizione sociale, costantemente messa a tacere da due uomini: Privy (metafora del privilegio maschile) e Pregy (simbolo del pregiudizio) che tollerano le donne solo quando sono lontane dal potere. Grazie all’arrivo del fantasma di una lontana parente, Lucrezia può avere una tragicomica visione di una storia delle donne taciuta nei libri di scuola. Ancora più interessante, però, è il volume successivo sulle quote rosa che, tra stereotipi e pregiudizi, gender gap e molestie, riflette su quanti pesi gravino sulle spalle di una donna che deve sempre dimostrare la sua competenza ed eccezionalità per ottenere rispetto. Se qua la vena ironica è una chiave per comprendere in maniera divertente ma non scontata i problemi sociali, in Io sono Una questa è invece assente. È una graphic novel che racconta la storia di Una (nome della stessa autrice), bambina vittima di violenza sessuale. Ripercorre attraverso immagini evocative e simboliche la rielaborazione della sofferenza e le dinamiche sociali che portano alla colpevolizzazione della vittima. Il tutto è ambientato negli anni Settanta e ciò che sconvolge è quanto ancora sia rimasto uguale anche oggi, dopo decenni. Le illustrazioni in scala di grigio si alternano però anche ad immagini colorate di una galleria di ritratti femminili, modelli a cui ispirarsi e che rappresentano una luce di speranza nel buio della sofferenza incompresa.

The Complete Persepolis, Marjane Satrapi, Pantheon Books, 2007

I fumetti elencati possono essere considerati dei saggi critici sotto forma di illustrazioni, nei quali la risata è a volte presente ma in cui il fulcro è ragionare sulle questioni di genere. Se parliamo di avvicinare bambini e bambine a queste tematiche, non possiamo non parlare dei due volumi di Indomite, di Pénélope Bagieu:  graphic novel che illustrano 15 biografie di donne che sono uscite dagli schemi. Storie dure, ma che sono accomunate dalla forza che ogni protagonista ha avuto per affrontarle. Allo stesso modo anche Donne senza paura. 150 anni di lotte per l’emancipazione femminile come non sono mai stati raccontati, di Marta Breen, raccoglie la storia delle lotte che le donne hanno attraversato prima di noi e che siamo chiamate a continuare. Abbiamo un’eredità e ancora combattiamo a fianco di quelle donne che ci hanno preceduto. Un altro bellissimo fumetto che racconta una storia di femminismo che dovrebbe essere letta da persone di tutte l’età è Perspeolis, famosissimo racconto a fumetti di Marajane Satrapi che, nella sua ribellione, cerca di non farsi condizionare dalla società per rimanere pienamente sé stessa. Il contesto è quello della trasformazione dell’Iran in Repubblica Islamica sciita durante gli anni Ottanta, che ha portato a persecuzioni contro l’omosessualità e l’imposizione della shari’a. Questa storia ci porta a ricordare come i diritti non sono mai dati per scontati e come è necessario che ognuno di noi usi il proprio privilegio per ascoltare e diffondere le storie degli altri, anche attraverso un fumetto.

Elena Rossi

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