La feticizzazione delle donne saffiche. Una raccolta di testimonianze

Daphnis and Chloe, Elizabeth Jane Gardener, Photo edit: Maria Chiara Napolitano

Quando sei una ragazza e sei per strada con una ragazza che vorresti tanto baciare, la baci sempre ad occhi aperti.

Prima di baciarla, invece di essere immersa nel momento, il primo pensiero è guardarti intorno. Baci da film senza spazio e senza tempo, dove lui corre verso di lei e in mezzo alla piazza inizia a baciarla appassionatamente, semplicemente non sono contemplati. Ecco, una coppia lesbica questa cosa non se la può permettere, il loro amore è spettacolarizzato. Non esiste la nonchalance del correre ubriachi e lascivi per vicoli, incuranti del mondo fuori.
Per quest’articolo abbiamo deciso di raccogliere più testimonianze di violenza e feticizzazione delle ragazze bisessuali, lesbiche e queer, saffiche.

“Cassero, Bologna. Un ragazzo etero mi svela perché è in un locale gay. Ci vanno tante ragazze etero che vogliono sentirsi tranquille e ballare senza essere molestate, quindi nei locali gay in realtà ci sono tante ragazze etero e pochi maschi etero, c’è meno competizione. Una ragazza in un locale gay è libertina, per un uomo è da frocio, ma non se ci vai avendo intelligentemente capito che hai meno competizione. Caccia riuscita.”

“Racconto un episodio che riguarda mia madre. La mia madrina, che è lesbica, è la sua ex storica e nella mia vita c’è sempre stata come una mamma 2.0. Io ho sempre saputo che era l’ex di mia madre è che mia mamma non era etero. Quindi io questa cosa la dicevo apertamente in giro da bambina, e ogni volta che presentavo la mia madrina specificavo che era l’ex fidanzata di mia mamma. Ad un certo punto lo vennero a sapere i genitori. Dal momento in cui si diffuse questa notizia, mia madre, che era anche una bellissima donna all’epoca, divenne improvvisamente quella con cui quasi tutti i mariti e ex mariti della mia classe ci provavano. Si sentivano legittimati a fare battute spinte, anche riguardo alla sua sessualità. Mia madre li zittiva sempre con una gran classe, ma mi ricordo benissimo che vedere come la guardavano e come le parlavano mi fece pensare “questa è una cosa che non devo dire perché ho messo in difficoltà la mamma””

“Continuamente, paradossalmente, mi sento ‘fortunata’ rispetto a ragazzi gay che subiscono violenza fisica, ma è comunque umiliante.”

Le ragazze saffiche sono ‘più fortunate” degli uomini gay? Non proprio. Più studi sembrano essere d’accordo sul fatto che le donne bisessuali hanno molte più probabilità di essere vittime di violenza domestica all’interno di un rapporto, più delle donne eterosessuali e delle donne lesbiche. Uno studio statunitense asserisce che nel 2017 circa il 75% delle donne bisessuali hanno subito violenze sessuali rispetto al 46% delle donne lesbiche ed al 43% delle donne eterosessuali.

“Primo appuntamento, ci baciamo, uno sconosciuto ha pensato bene di provare ad unirsi al nostro bacio”

“Un uomo etero ha finto di voler essere amico mio e della mia ragazza. Per anni ha spinto per cose a tre fino a quando non ha smesso con l’ultimo no più secco”

“Odio quando i ragazzi che fanno commenti sulla mia ragazza parlando di quanto se la scoperebbero. Puoi immaginare la stessa cosa con una coppia etero?”

“Qualche anno fa ero con la mia ragazza dell’epoca, ed un amico di amici non si fece problemi a chiederci di guardarci fare sesso, e a fare battute su quanto sarebbe stato eccitante, non prima di aver chiesto chi facesse l’uomo. Capita spesso alle mie amiche di sentirsi dire “che belle che siete” per strada”

“Mi ha disgustata, mi sono sentita sporca, ho odiato chi mi guardava con quello sguardo”

Ma come si collega tutto questo ai dati più scientifici? Un “che belle che siete” può sembrare una frase innocua, se non collocata in un contesto più ampio. E’ una frase che può degenerare velocemente.

“Molte volte quando andavo a ballare e mi baciavo con una ragazza, gli uomini si mettevano attorno a noi a gridarci, ad applaudire, a fare foto come se fosse per loro”

Molte ragazze dicono di essersi trovate puntualmente circondate da un cerchio di ragazzi, altre filmate di nascosto.

“Un tipo che mentre mi bacio con una ragazza, nostro primo bacio, con nessun diritto e nessun consenso, decide di rovinare completamente quel momento urlandoci “mancano solo i popcorn”. Non posso pensare che se devo baciare la mia ragazza lo devo fare di nascosto perché qualcuno potrebbe intromettersi e rovinare tutto.”

“Ero in spiaggia di notte con la mia ragazza. Il custode ci invita a fumarci una sigaretta. Sembrava molto tranquillo e amichevole ad un certo punto ci ha chiesto se eravamo fidanzate, alla nostra risposta affermativa ci ha detto che dovevamo vedere le foto di una sua amica bisessuale. Ha iniziato a mostrarci foto di una ragazza nuda che posava per lui – in alcune foto si intravedeva anche il suo cazzo che spuntava – e ha iniziato a dire che alcune foto erano state fatte nel capanno proprio accanto a noi. La reazione alla visione di quelle foto è stata dirgli che la ragazza poteva incazzarsi per violazione della privacy, lui ha desistito e se ne è andato.”

Questa tendenza, oltre ad essere francamente narcisistica è anche pericolosa.

“In un bar a Copenhagen un ragazzo vuole fare due chiacchiere, gli dico che ho una fidanzata e mi invita in bagno a farmi cambiare idea. Mi sono avvicinata ad un gruppo di ragazze perchè non mi sentivo al sicuro”

Le statistiche sulla violenza iniziano ad avere un senso quando viene raccontata l’esperienza personale. Quello che ha sofferto questa ragazza a Copenhagen è una vera e propria minaccia di stupro correttivo. Cos’è lo stupro correttivo? Semplicemente l’idea che attraverso lo stupro si possa ‘correggere’ il lesbismo, è un tipo di violenza applicata indiscriminatamente a donne bisessuali e lesbiche.

Nella nostra cultura la bellezza femminile e le relazioni saffiche esisterebbero solo per lo sguardo maschile. E’ un’invasione della sfera privata, che fa sentire nude ed in pericolo, a prescindere da quanto ci sentiamo a nostro agio con la nostra sessualità. Il narcisismo maschile fa sì che sia impossibile immaginare un mondo in cui la virilità degli uomini non sia necessaria. La violenza verbale è violenza, queste battutine sono spesso un preludio al peggio, ma soprattutto, sono  intenzionalmente invadenti.
Un uomo non direbbe mai niente ad una donna che sta con un ragazzo, perchè lei gli ‘appartiene’ ed è di conseguenza intoccabile. Due ragazze insieme nella sfera pubblica vengono viste come una ‘doppia vittoria’ perché gli uomini pensano di poter sessualizzare entrambe ed il loro rapporto.

Forse si può fare due più due tra testimonianze informali e dati statistici tracciando un percorso più complesso. Il riassunto di buona parte delle testimonianze che abbiamo ricevuto, ad esempio, è semplice: threesome, threesome, threesome. Un uomo e due donne, ovviamente. Quasi tutte abbiamo ricevuto richieste più o meno insistenti, raramente in un contesto di rispetto e consenso di tutte le parti. Quando si tratta di donne bisessuali in rapporti con uomini, si dà per scontata la promiscuità della donna in questione, ed è spesso vista come manipolabile a fine sessuale:

“Il mio ex mi chiedeva sempre un threesome, perchè “tanto a te piace” 

Questo articolo non vuole essere una crociata contro i threesomes, che possono anche essere un’esperienza appagante. Il problema è l’imposizione, l’insistenza e l’oggettificazione della persona.

“A me piacciono i threesomes, ma c’è spesso poca considerazione emotiva da parte della coppia, la terza è percepita come incarnazione di una fantasia e non come una persona intera”

A volte invece le ragazze in una relazione etero sentono la necessità di approfondire lo spettro della loro sessualità, ma il ragazzo glielo permette solo se lui è presente e può esercitare il suo potere fallico su entrambe. Questo impedisce la scoperta individuale e invece di avvicinare allontana le donne dalla loro stessa sessualità. Questo articolo non è nemmeno una crociata contro gli uomini eterosessuali dato che le loro controparti donne non si risparmiano atteggiamenti oggettificanti.

“Ragazze omofobe ma curiose che danno per scontato che ci staresti con loro.”

“Due mie amiche eterosessuali mettono un video dove si baciano su Instagram , lo fanno spesso e io so bene è per attirare l’attenzione degli uomini, anche io da piccola in discoteca mi baciavo con le mie amiche per eccitare gli uomini. Prendiamoci anche le nostre responsabilità. Nel perpetuare l’idea che il sesso saffico esiste solo per il loro piacere, non siamo esonerate da colpe, è comprensibile, ma non è giustificabile perpetuare un atteggiamento che danneggia milioni di persone…”

“Sto ballando, sento una pacca sul culo decisa. E’ una ragazza, si gira e sorride dicendomi che non poteva resistere, poi torna dal suo ragazzo e lo bacia. Solo perché il ‘tramite’ di una molestia è una donna, non vuol dire che io la accetti.”

La responsabilità delle donne etero nella feticizzazione delle relazioni saffiche è fondamentale quanto quella degli uomini etero. Nel femminismo e gli studi di genere più generalmente, è attivamente nocivo portare avanti una narrazione in cui la donna è sempre vittima di violenza e mai carnefice. Di fronte alle testimonianze delle persone direttamente interessate, appare chiaro quanto questa feticizzazione costante possa essere logorante e sistematica. E’ proprio il fatto che sia normalizzata a renderla più subdola e a ferire maggiormente le donne che la vivono. Il mito delle lesbiche ‘più accettate’ e della sessualità ‘naturalmente più fluida’ delle donne va analizzato e decostruito, affinchè ci si possa finalmente sentire al sicuro.

Livia FierrLivia Fierro e Luce Scheggi

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