Sabine Weiss e la poesia dell’istante

Sabine Weiss, artista franco-svizzera, è emblema dell’umanesimo fotografico, ha aperto i suoi archivi personali di Parigi per realizzare la più grande retrospettiva internazionale delle sue opere coprendo un periodo che va dagli esordi del 1935 fino agli anni 2000. Dopo aver preso parte attiva alla realizzazione della mostra si è spenta lo scorso dicembre 2021, prima dell’apertura della prima retrospettiva in Italia a lei dedicata: “La poesia dell’Istante” ospitata a La Casa dei Tre Oci di Venezia dall’11 Marzo al 23 Ottobre 2022. 

Gitani. Sainte-Maries-de-la-Mer, Francia © Sabine Weiss

Oltre 200 scatti esposti, in aggiunta a pubblicazioni e riviste dell’epoca, raccontano il lavoro della fotografa, focalizzato sin dai primi scatti sull’emozione dei soggetti. Passanti, bambini ed anziani, clochard; corpi, gesti e sguardi capaci di trasmettere sentimenti emblema della condizione umana. La rassegna ripercorre vari fasi della vita di Weiss, riassunta in nuclei principali. Gli anni ‘50 del Novecento con l’ingresso nell’agenzia Rapho ed il conseguente riconoscimento internazionale.

Moderno villaggio di pescatori. Olhao, Portogallo © Sabine Weiss

Gli scatti successivi a quel momento appariranno sulle pagine dei più importanti giornali internazionali (dal “Picture Post” a “Vogue” e “The New York Times”) e verranno esposte al MoMA di New York e all’Art Institute di Chicago. La fama la porterà ad avvicinarsi all’élite artistica, pittori, scultori, attori e musicisti, i cui ritratti occupano una sezione del percorso espositivo. Personalità del calibro di Robert Rauschenberg, André Breton, Alberto Giacometti e Niki de Saint-Phalle, sono catturate dalla macchina umanizzante della fotografa ed esposte. Spazio anche alle pellicole dei viaggi da quelle degli anni ’80 e ’90, a quelle di un ampio servizio del New York Times del 1955 “I newyorkesi (e la Washington) di una parigina”, denotato da una lente carica di ironia.

San Silvestro. Parigi, Francia © Sabine Weiss

Curata da Virginie Chardin, la retrospettiva è promossa dalla Fondazione di Venezia, realizzata da Marsilio Arte in collaborazione con Berggruen Institute, prodotta dall’Atelier Sabine Weiss – Laure Delloye Augustins, con il sostegno di Jeu de Paume e del Festival internazionale Les Rencontres de la photographie d’Arles, sotto l’alto patronato del Consolato generale di Svizzera a Milano. 

Casa dei Tre Oci – Fondamenta delle Zitelle 43, Giudecca, Venezia 

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