Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo

Come celebrare il ritorno a casa del Ritratto di Signora di Gustav Klimt se non con una mostra?

Le opere di Klimt, artista rivoluzionario che supera la pittura d’accademia e l’impressionismo con una nuova visione estetica, sono raccolte in una nuova mostra. Klimt. L’uomo, l’artista, il suo mondo è un vero e proprio viaggio nell’arte di Gustav Klimt con un approfondimento del contesto nel quale ha operato e delle sue collaborazioni. La mostra ha aperto al pubblico il 12 Aprile e rimarrà fino al 24 Luglio 2022 nelle pareti della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza e dell’XNL – Piacenza Contemporanea. Raccoglie più di 160 opere tra dipinti, sculture, disegni, manufatti d’arte decorativa e grafica provenienti da raccolte pubbliche e private come la Galleria internazionale d’arte moderna Ca’ Pesaro di Venezia, la Klimt Foundation di Vienna, il Belvedere di Vienna, il Tiroler Landes Museum di Innsbruck e molte altre.

Gustav Klimt, Ragazza nel verde, 1896, Exhibition View

La mostra è stata curata da Gabriella Belli ed Elena Pontiggia, con il coordinamento scientifico di Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi e la collaborazione di Valerio Terraroli e Alessandra Tiddia. È stata voluta per celebrare il ritorno a casa del Ritratto di Signora (1916-17), dipinto sparito nel 1997 dalla Galleria Ricci Oddi e ritrovato casualmente nel 2019 nel giardino della medesima. Il quadro, il cui furto è stato definito da Sgarbi «Un furto da idiota» (Libertà. Quotidiano di Piacenza, 23 Febbraio 1997), è stato oggetto di indagini non solo nazionali ma anche mondiali senza arrivare ad alcun risultato. È stato ritrovato solo 22 anni dopo dal personale che eseguiva i lavori di manutenzione all’esterno della Galleria, trovato precisamente in uno sportello privo di serratura.

Gustav Klimt, Ritratto di Signora, 1916/17, Exhibition View

Sarà una sezione immersiva ad aprire la mostra: grazie all’utilizzo strategico di proiettori e specchi ci si troverà immersi in un contesto il cui farà da padrona la tinta gialla, colore che rappresenta al meglio Klimt. Oltre questa sala si assiste ad un vero e proprio excursus sulla vita di Klimt spiegato sia attraverso un video parlato sia con una linea temporale. Questa parte introduttiva sarà fondamentale per capire al meglio il percorso. 
Per addentrarsi nel contesto della figura dell’artista si attraversa il tema del Simbolismo, da cui Klimt prese le mosse: vediamo opere di Fernand Khnopff, Franz von Stuck, Edvard Munch e Odilon Redon che rappresentano visioni, sogni e apparizioni, tipici temi del Simbolismo europeo. Si passa poi alla sezione dedicata alla Secessione Viennese da lui fondata nel 1897 con altri artisti. Spiccano in sala due versioni del manifesto per la prima Esposizione della Secessione che sono una manifestazione del suo motto «Al tempo la sua arte, all’arte la sua libertà». La grafica del primo manifesto e dei seguenti è estremamente innovativa caratterizzata da semplicità, vuoti e linea curva.

Gustav Klimt, Versioni del Manifesto per la I mostra della Secessione (28.03.1898 – 20.06.1898), Exhibition View

Altri artisti che sono risultati notevoli per l’arte di Klimt sono Egon Schiele e Oskar Kokoschka, ai quali è dedicata un’intera sala della mostra. Le loro sono opere caratterizzate da un linearismo esasperato, erotismo e misticismo tipici dei due artisti quasi vicini all’espressionismo. 
Un’intera sezione è dedicata alle Wiener Werkstatte (Officine viennesi) che vogliono rinnovare il concetto di arte nel campo delle arti e dei mestieri realizzando oggetti d’uso che hanno una funzione pratica ma anche estetica cercando di riunire tutte la qualità che può avere un oggetto. Vediamo in mostra mobili e oggetti d’arredo di artisti quali Moser e Hoffmann
La mostra lascia l’opera più importante quasi alla fine dell’esposizione. Il dipinto Ritratto di Signora, esaltato dal pannello color oro e dalla luce, è preceduto da un video che illustra la storia tormentata e enigmatica della scoperta e della scomparsa del quadro. Inoltre, è stato realizzato dalla Science Gallery Venice, Università Ca’ Foscari di Venezia un progetto innovativo di realtà aumentata con la scansione del dipinto stesso. 
La mostra si serra con una ricostruzione del Fregio di Beethoven, di cui l’originale è stato esposto alla XIV Mostra della Secessione viennese composto da tre pannelli per un totale di 34 metri. È un’opera di grandi dimensioni che permette di immergersi nel dipinto il cui unisce pittura, disegno e arte decorativa sulla scorta di un’ispirazione musicale.

Maria Rita Dedè

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