Mostra Isgrò cancella Brixia – Verso Brescia capitale della cultura 2023

Dopo il grande successo dell’installazione permanente Incancellabile Vittoria alla fermata Stazione FS della Metro di Brescia, dove Emilio Isgrò ridisegna la sagoma della statua antica usando le cancellature, tipiche del suo linguaggio espressivo, l’artista torna a Brixia con un nuovo, grande progetto. 

L’esposizione, visitabile fino all’8 gennaio 2023, è stata allestita nel Museo di Santa Giulia e nel Parco Archeologico di Brescia sotto la cura di Marco Bazzini. Lo scopo è quello di far dialogare arte contemporanea e archeologia tramite alcune opere di Isgrò. 
L’installazione nell’aula centrale del Capitolium, dal titolo Le api di Virgilio, presenta uno scenografico gioco di proiezioni, luci e ombre in cui sciami di api cancellano le iscrizioni delle lapidi romane. La scelta non è casuale: le api rappresentano l’operosità e la socialità, diventando il simbolo della sostanza dei caratteri incisi nel museo epigrafico, in contrapposizione con quelli contemporanei, che appaiono, così, inconsistenti. Un suggestivo sottofondo musicale accompagna la proiezione, unendosi al ronzio. 

Emilio Isgrò, Le api di Virgilio, credits Ela Bialkowska OKNO studio

La musica è un elemento ricorrente nelle installazioni di Isgrò; nel Chiostro rinascimentale del Museo di Santa Giulia si trova infatti L’armonium delle allodole impazzite, un monumentale strumento musicale percorso da tasti di pianoforte. L’installazione prevede come accompagnamento l’aria Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, il cui spartito è stato anch’esso sottoposto alla cancellatura. 

Emilio Isgrò, L’armonium delle allodole impazzite, credits Ela Bialkowska OKNO studio

All’interno delle Sale del museo si presenta invece il ciclo di 13 dipinti Brixia come Atene. La cancellatura è qui rappresentata con una pratica pittorica di sovrapposizioni bianche su testo illustrato, estratto da un libro sulla vita quotidiana delle prime polis

Isgrò cancella Brixia, exhibition view, Brescia 2022, credits Ela Bialkowska OKNO studio 
Emilio Isgrò, La luce dell’agorà, 2013, acrilico su tela, 118 x 170 cm, Foto Andrea Valentini, Courtesy of Archivio Emilio Isgrò

Al centro delle due sale che ospitano il ciclo pittorico è collocata la scultura Il discobolo, cancellata da alcune formiche che, fuoriuscendo dalle prese elettriche, dialogano con lo spazio espositivo. Quasi accantonata è una parte dell’avambraccio della scultura, che, insieme al disco, si trova nella seconda sala dedicata ai dipinti. 

Isgrò cancella Brixia; immagini di allestimento, credits Ela Bialkowska OKNO studio

L’esposizione termina con il filmato del dramma teatrale di Isgrò, Didone Adonàis Dòminem, della durata di settantotto minuti, prodotto da Fondazione Brescia Musei e dal Centro Teatrale Bresciano e messo in scena durante l’estate nel suggestivo contesto del Teatro romano. 
Il percorso espositivo restituisce una visione dell’antichità del tutto attuale e innovativa, grazie ai medium della pittura ma anche della drammaturgia, che da sempre hanno caratterizzato il ricco linguaggio espressivo dell’artista. La mostra è un’ottima occasione non solo per lasciarsi stupire dal percorso site specific di Emilio Isgrò, ma anche per visitare due gioielli della prossima Città della cultura.

Francesca Bignotti

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