Mostra: UN MONDO POP.  Miti, icone e simboli nell’arte contemporanea

Il Castello di Desenzano accoglie, fino al 19 febbraio, una nuova mostra curata da Matteo Vanzan, dopo gli ingressi record registrati dal suo precedente allestimento Banksy è chi Banksy fa. L’esposizione, voluta dal Sindaco Guido Malinverno, dall’Assessore alla Cultura Pietro Avanzi e dal Dirigente Flavio Casali, si inserisce, come la precedente, nel progetto di rendere la città di Desenzano un centro culturale sempre più importante. 

Un mondo pop: miti, icone e simboli nell’arte contemporanea è un titolo appositamente fuorviante, come racconta il curatore «non è una mostra di Pop art, bensì ruota attorno al concetto di un mondo popular fatto di simboli, icone, miti e opere d’arte ormai entrati nel nostro immaginario collettivo». 
La mostra, che include sia i grandi maestri del secondo ‘900 sia gli artisti a noi può contemporanei, si propone di far dialogare le opere con le loro ispirazioni; la Vittoria Alata di Arman si rifà alla Nike di Samotracia, la banconota di Banksy riprende quella di Andy Warhol, ma sono molti gli artisti di fama mondiale che hanno attinto al passato per trovare l’ispirazione per le proprie opere. 

Exhibition view, foto di Francesca Bignotti
Tano Festa, Adamo, 1968, smalto su tela, foto di Francesca Bignotti

Tano Festa, ad esempio, contemporaneizza e sfrutta la fama del celeberrimo affresco di Michelangelo, rappresentando il particolare delle mani che cercano un contatto, come se fosse un cartellone pubblicitario utilizzando colori brillanti a contrasto. 

Daniele Nalin, Biennale di Abu Dhabi, 2006, tecnica mista su tela, foto di Francesca Bignotti

L’appropriazione permette anche di denunciare tramite l’arte alcune problematiche della nostra epoca, come per l’opera Biennale di Abu Dhabi di Daniele Nalin che riprende il film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, dipingendo la celebre scena dei bombardamenti per rappresentare le atrocità della guerra.

Dario Tironi, Bagnante contaminata, 2020, oggetti di plastica di scarto e resina , foto di Francesca Bignotti 

Dario Tironi, invece, utilizza la aggraziata e sensuale Bagnante di Allegrain per veicolare una denuncia ambientale; la statua classica, rappresenta la Terra che si trasforma in un pianeta estremamente inquinato, intrappolando in sé bottiglie in plastica, cannucce e altri rifiuti prodotti dall’uomo. 

Tanto nell’arte quanto nella musica troviamo queste “appropriazioni”, così la mostra è accompagnata da alcune canzoni diventate famose dopo una reinterpretazione; come Twist and Shout che ha conosciuto la fama con i Beatles o Respect cantata da Aretha Franklin. 

Matteo Vanzan, già Direttore di Palazzo Pisani di Lonigo e del Museo del Risorgimento di Peschiera del Garda, che, con la sua MV Eventi si occupa di mostre contemporanee dal 2011, ancora una volta ha centrato l’obiettivo, con un allestimento innovativo e grazie ad un eccezionale ensemble di artisti e al suggestivo contesto medievale del Castello di Desenzano.

Francesca Bignotti

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