Giulia Sinibaldi (1899-1994): direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Il ruolo ricoperto da Giulia Sinibaldi, nell’ambito degli studi storico-artistici e della critica d’arte italiana, ha stimolato e promosso l’approfondimento dell’arte del XIII e XIV secolo. Inoltre, la sua presenza ventennale alla direzione del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi ha permesso lo sviluppo e l’aggiornamento dell’Istituto, oltre che la riabilitazione strutturale dello stesso.

Giulia Sinibaldi, storica dell’arte nata a Osimo (AN) il 20 giugno 1899, fu seguita durante la sua formazione accademica da importanti storici dell’arte del Novecento, come Roberto Longhi, Adolfo e Lionello Venturi. Attraverso i loro insegnamenti, la studiosa apprese un approccio metodologico basato sull’applicazione simultanea di studio e di tutela delle opere d’arte, comprendendo inoltre l’importanza della ricerca affiancata all’azione pratica.
Conclusa l’università, durante i corsi presso la Scuola di Perfezionamento in Storia dell’Arte Medievale e Moderna di Roma, Giulia Sinibaldi assimilò da Adolfo Venturi l’esigenza di “vedere e rivedere” dal vivo quante più opere d’arte possibili, un precetto che provò ad applicare per tutta la sua vita.
Negli anni Venti, la studiosa cercò di ottenere una cattedra per insegnare Storia dell’arte nei licei di Roma o di Firenze, ma fu indirizzata al Liceo d’Arezzo. Sebbene questo non fosse tra le sue preferenze, Sinibaldi accettò l’incarico, anche se lo svolse con estremo mal animo, in quanto, a causa del forzato allontanamento da Roma, furono ostacolati i suoi studi.
Il 30 giugno 1925 Sinibaldi, malgrado queste iniziali difficoltà nella sua carriera professionale, riuscì a portare a termine il percorso di perfezionamento, discutendo una dissertazione su Ambrogio e Pietro Lorenzetti e presentando uno studio su L’ultimo Botticelli scoperto a Londra e illustrato dal prof. Yashiro. Oltre a queste ricerche, espose quattro tesi: Il monumento sepolcrale detto della Regina di Cipro, in Assisi, fu probabilmente costruito per Giovanna, moglie di Re Roberto d’Angiò; Sul sarcofago della Cattedrale d’Arezzo; La rappresentazione della Madonna d’Umiltà fu suggerita non dai Francescani, ma dai Domenicani; Una copia sconosciuta di un esemplare greco del periodo di transizione tra il V e il IV sec. a. C.

Ambrogio Lorenzetti, Effetti del Buon Governo in città, 1338-1340, affresco, Sala della Pace, Palazzo Pubblico di Siena.

Qualche anno più tardi, Sinibaldi dedicò agli artisti Ambrogio e Pietro Lorenzetti uno dei suoi scritti più importanti, I Lorenzetti, pubblicato nel 1933. Questo testo, secondo Adolfo Venturi, fu in grado di aprire una terza strada rispetto alle linee di ricerca, analitiche ed estetiche, tracciate in studi precedenti. Nella pubblicazione del 1933, la studiosa riuscì ad accordare critica e arte attraverso la sua fine sensibilità, un’attitudine che fu da lei adottata anche nell’organizzare le tematiche affrontate nel volume.
Grazie all’applicazione di un tale metodo critico, con il quale analizzò l’arte dei fratelli Lorenzetti, Sinibaldi conferì una nuova luce ad aspetti che fino ad allora erano rimasti in stato frammentario, e, attraverso questo studio, si poté svolgere e ampliare una riflessione sulle problematiche principali della pittura senese, sul suo spirito e sviluppo.

Negli anni seguenti al Perfezionamento, dal 1926 fino alla prima metà degli anni Trenta, Sinibaldi insegnò Storia dell’arte in due istituti di Firenze, il Liceo Dante Alighieri e il Liceo Michelangelo, mentre, solamente per l’anno 1927, ottenne il ruolo in quello di Prato. Nel 1930, fu nominata docente di Storia dell’Arte Medievale e Moderna presso la facoltà di Lettere e di Filosofia della Regia Università di Firenze, insieme a un incarico, nella medesima disciplina, presso la facoltà di Magistero della città.
Nell’anno di pubblicazione de I Lorenzetti, ovvero nel 1933, Sinibaldi concorse per ottenere una posizione come ispettrice, ma gli esiti degli esami non si rivelarono quelli da lei sperati, trovandosi esclusa dalla graduatoria che vedeva al primo posto Ugo Procacci, seguito da Mariarosa Gabrielli, Anna Maria Ciaranfi, Cesare Brandi, Giulio Carlo Argan, Palma Bucarelli, Fernanda Wittgens e Luisa Becherucci. L’anno seguente la studiosa riuscì a vincere il concorso, e, il 16 luglio 1934 le fu assegnata una posizione presso l’Amministrazione delle antichità e Belle Arti, entro la Soprintendenza all’Arte Medievale e Moderna di Firenze.

Dal 1941 fino al 1964, Sinibaldi fu direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi. La studiosa, in seguito all’ottenimento della nomina, avviò una serie di lavori di restauro e di ristrutturazione degli spazi dell’Istituto, i quali furono eseguiti dall’architetto Edoardo Detti. Sinibaldi, preoccupata della conservazione della collezione – che a quel tempo conteneva circa 105.000 opere – capì che l’obiettivo conservativo poteva essere raggiunto solo se la struttura del Gabinetto sarebbe stata funzionale.

Firenze, GDSU, 1954: Edoardo Detti, “Galleria degli Uffizi. Gabinetto dei Disegni. Progetto di sistemazione, rapp.1:50”, tav. n.1 “Sezione EE”. Particolare

Durante il secondo conflitto mondiale Sinibaldi fu particolarmente attenta alla tutela delle opere d’arte della collezione, eseguendone il ricovero, il riordino e avviando un’approfondita campagna di monitoraggio e di restauro. Dal 1951 al 1953, con tali finalità conservative e di tutela, la studiosa intraprese, affiancata da Guido Morozzi, dei lavori rivolti al consolidamento e al sostegno delle murature del Gabinetto degli Uffizi.
Giulia Sinibaldi permise lo sviluppo dell’Istituto a livello scientifico e a livello organizzativo che, sotto la sua direzione divenne un centro di ricerca autonomo per le opere della collezione e di grafica più in generale, un campo di studi ancora poco approfondito in Italia.
Il 2 giugno 1965, a termine della direzione al Gabinetto disegni e Stampe degli Uffizi, alla studiosa fu assegnato, secondo D.P.R. dal Ministero della Pubblica Istruzione, un riconoscimento degno del lavoro da lei svolto, ovvero la medaglia d’oro e il diploma di benemerenza della scuola, della cultura e dell’arte.

Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe, le Sale di Consultazione dopo la sistemazione finale di E. Detti

Elena Barison

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