L’ARTE CHE CI GUARISCE. Intervista all’artista Veronika Dräxler

In qualunque forma si presenti, l’arte è la rappresentazione del nostro tempo ed è spesso ciò che ci aiuta ad esorcizzare i traumi del nostro passato, i dubbi sul nostro presente e le paure per il nostro futuro.
Veronika Dräxler, artista di origini tedesco-ecuadoriane il cui lavoro è profondamente connesso alle tematiche contemporanee – in primis l’indagine sul concetto di trauma, così importante al giorno d’oggi, ma anche un profondo ritualismo e un forte ritorno ad un’arte che potremmo definire intimista – ha sviluppato la sua pratica artistica con questo preciso scopo: curarsi e curare, capirsi e capire.

Noi di Chiasmo l’abbiamo intervistata.
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زن زندگی آزادی «Zan, Zendegi, Azadi»: il grido silenzioso di Shirin Neshat

“Women, Life, Freedom” (Zan, Zendegi, Azadi in persiano) è il grido di protesta che sta scuotendo l’Iran dalla morte, avvenuta lo scorso settembre, della ventiduenne Jîna (Masha) Amini mentre si trovava sotto custodia della polizia religiosa di Teheran. Lo slogan di rivolta, coniato dalle donne curde che ora risuona in tutto il mondo, abbraccia una protesta capace di unire l’intera comunità iraniana, trascendendo le differenze di genere. Questa ribellione, portata silenziosamente avanti dalle donne iraniane fin dalla rivoluzione islamica del 1979 ed esplosa negli ultimi mesi, viene sostenuta ed amplificata anche dal mondo dell’arte grazie ad artiste come Shirin Neshat – e molte altre, da Shadi Ghadiriam a Nasin Nasr – che danno voce «all’assenza di libertà di espressione, rendendo quello delle donne dell’Islam, soggetto a regole severe e ridotto a oggetto di potere, una questione politica, artistica e poetica» Continua a leggere زن زندگی آزادی «Zan, Zendegi, Azadi»: il grido silenzioso di Shirin Neshat

KRUGER FOR WOMEN. Viaggio tra politica e poetica

‘’Your Body is a Battleground’’, ‘’Adorn Your Prison’’, ‘’Your Comfort is my Silence’’.
Questi sono solo alcuni dei pungenti slogan che Barbara Kruger ha deciso di usare come arma nella lotta per i diritti delle donne. Sfruttando le tecniche della comunicazione pubblicitaria a proprio vantaggio, Kruger ha messo in scena un’analisi tanto puntuale quanto drammatica della società in cui viviamo e delle leggi che la governano. Dalle sale dei grandi musei fino alle affollate strade di New York e Los Angeles, l’azione che l’artista compie è quella di porre interrogativi al visitatore e alla comunità tutta, in modo da smuovere le coscienze.
E AGIRE.
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